Cicalina
Sono così chiamati alcuni insetti succhiatori (Zygina rhamni, Stichtocephala bisonia, Empoasca flavescens, Scaphoideus titanus) della famiglia dei cicadellidi, di piccole dimensioni, circa 2-3 mm, di colore vario, dal verde chiaro al marrone al giallo, che infestano le piante da frutto e ornamentali, colonizzando in particolar modo le pagine inferiori delle foglie, in luogo lontano dalla luce diretta del sole. Si possono trovare sia nello stadio larvale, sia in quello adulto, in questo caso presentano ali, e si muovono appena si cerca di toccare la pianta. In genere producono tre o quattro generazioni all'anno; gli adulti della prima generazione, in primavera tendono a spostarsi su altre piante; gli esemplari adulti trascorrono l'inverno su piante sempreverdi.
Parassiti delle piante - cicalina
Le loro punture causano pustole circolari giallastre, imbrunimenti delle foglie, disseccamenti e a volte anche accartocciamenti delle giovani foglie. I danni maggiori si manifestano nel periodo che va da giugno a settembre, nei mesi più caldi e asciutti dell'anno.
Occorre prestare molta attenzione a questi insetti soprattutto perchè sono vettori di molteplici virus e fitoplasmi, che succhiano dalle piante malate e trasmettono alle piante vicine.
In particolar modo lo Scaphoideus titanus è vettore di una malattia virale molto grave della vite, la flavescenza dorata, che, arrivata dalla Francia, si sta diffondendo rapidamente nel nord Italia; in alcuni comuni la lotta alla cicalina della vite, soprattutto Scaphoideus titanus, è obbligatoria.
Per poter contenere i danni causati dalle cicaline è molto importante agire tempestivamente, anche quando se ne riscontrano pochi esemplari, irrorando le piante colpite con insetticidi specifici di diversa tipologia, a seconda del periodo dell'anno, in modo da utilizzare il più adatto per ogni stadio di crescita delle cicaline. All'inizio dell'estate, in presenza di adulti, si interviene con insetticidi a base di Fenitrothion, oppure di Bupofezin.
In estate si utilizza imidacloprid, insetticida sistemico ad ampio spettro.
Fumaggine
Con la definizione fumaggine si intende un gruppo di funghi saprofiti, che non attaccano la pianta, ma che si nutrono di sostanze attaccaticce (melata) che vengono prodotte da insetti vari, quali afide cocciniglia e metcalfa.
Si presenta con delle strutture scure e fuligginose, le quali sono composte da dei miceli intrecciati tra loro. Più questi filamenti sono compatti e numerosi più la pianta viene privata della luce necessaria per vivere. Con attacchi prolungati la pianta, dopo un lungo periodo di indebolimento, può arrivare alla morte. Vi sono diversi tipi di fumaggini: da quelle secche e crostose a quelle più mollicce ed unte. Questo fungo presenta generalmente una colorazione bruno nerastra, che conferisce alla pianta attaccata anche uno sgradevole aspetto estetico.
Le principali cause di formazione della fumaggine sono una scarsa aerazione, la presenza della melata e un grado d’umidità abbastanza elevato. Alcuni tipi di fungo, peraltro, non necessitano di umidità elevata, dato che proliferano facilmente anche in presenza di climi molto secchi. I principali generi di miceli responsabili di questa malattia sono: Capnodium, Antennaria, Cladosporum.
Per una lotta efficace si deve per prima cosa eliminare la causa di questa malattia, la melata, che viene prodotta nella maggior parte dei casi da afidi e cocciniglie. L’utilizzo di prodotti specifici contro questi parassiti solitamente dopo poco tempo determina l’eliminazione anche dei funghi saprofiti. Raramente si arriva ad intervenire sui miceli della fumaggine, a meno che lo stato di infezione non sia veramente avanzato e molto diffuso: i migliori prodotti in questo caso sono quelli a base di rame. Si possono anche effettuare degli interventi meccanici per rimuovere la muffa nerastra dalle foglie; in questo caso è molto importante combattere contemporaneamente gli afidi e le cocciniglie, se ancora presenti, per evitare la ricomparsa. |